Tanti prodotti unici, imperdibili, incredibili...
Uno dei prodotti principe della città è il miele, che viene raccolto nell’Alta Valle dell’Esino tra colline, campi, boschi e corsi d’acqua in un habitat ancora incontaminato, è valso a Matelica la denominazione di Città del miele.
Si tratta in particolare di millefiori e monoflorali di acacia e di castagno. Preziosa e rara è melata di quercia, prodotta in esigue quantità ogni 4-5 anni.
La particolare morfologia del territorio offre un habitat adatto all’allevamento degli animali ed anche oggi non è casuale vedere al pascolo i bovini della pregiata razza Marchigiana, i cui animali, dal mantello bianco grigio, resistenti alle malattie ed agli ectoparassiti producono una carne di ottima qualità, tenera, dalla giusta marezzatura.
Molto diffuso in campo ovino, invece, è il bestiame di razza fabrianese allevato quasi esclusivamente per la produzione di carne. Pur essendo quasi completamente scomparse le razze autoctone, un discorso a parte meritano i suini da cui si ricavano prodotti veramente di grande pregio come il “Ciauscolo”, un salame spalmabile davvero unico, fatto con carni magre e grasse finemente macinate, insaporite con aglio macerato nel vino bianco, sale, pepe.
Fra le altre delizie il turista non deve perdere l’occasione di assaggiare il salame “Lardellato”, la “Coppa”, la “Lonza” ed il “Salame di fegato”.
La cucina della tradizione poi suggerisce di assaggiare i Vincisgrassi piatto sul cui nome circolano varie leggende. Si tratta di una specie di lasagne con sugo di ritagli di carne dal gusto veramente ineguagliabile. Si può proseguire poi con la coratella di agnello, il pollo in potacchio, il coniglio in porchetta.
Anche i dolci sono una delizia: "la crescia sfojata", una sorta di strudel ricco di noci, uva secca, fichi secchi e mele; "la frustenga" tra i cui ingredienti vi è la dolcissima "sapa" mosto d'uva condensato; la bianca friabilissima e leggerissima "ciambella di pasqua".